Come realizzò l'idea del gioco educativo?
Arrivai a produrli alla fine degli anni sessanta. Avevo cominciato a sviluppare l'azienda puntando su giochi di società che si rifacevano al successo di personaggi o programmi televisivi. Erano nati così la scatola di giochi di prestigio con l'immagine del mago Silvan, Portobello, Io e la Befana. Poi venne finalmente il momento dei giochi educativi, che erano un po' il mio pallino. In questa mia passione intervenivano diversi elementi. Da una parte la consapevolezza che l'impatto con la scuola può essere un'esperienza difficile, dall'altra l'idea che l'apprendimento non deve essere forzato ma favorito nel modo migliore.